sabato, gennaio 07, 2006

Odio lo scorrere del tempo

Odio: l'idea delle cose che mi sfuggono mentre ne faccio altre; dire di non vedere l'ora che passi del tempo nella convinzione che starò meglio, anche se in effetti sto già bene, ma mi lamento per ogni imprevisto invece di applicare il "carpe diem" di Orazio; il solo pensiero di come starei se morisse uno dei miei affetti, immaginare se e cosa significherebbe la mia morte per le persone a cui tengo; cercare scioccamente di capire cosa passava nella mente di chi non c'è più e rimpiangere ogni ultima cosa non fatta o non detta per loro e consolarmi con quelle fatte e dette.
La notte sono più che foscoliana ma quando la tristezza, l'angoscia sono troppo forti e una lacrima arriva a toccarmi le labbra mi impongo di consolarmi così penso alle persone che già sono "altrove", mi hanno stimata per quella che ero, mi hanno dato consigli e mi hanno detto, nella loro saggezza, cose che poi sono accadute ...

Alla sera
Forse perche' della fatal quiete
tu sei l'immago, a me si cara vieni,
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni,
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
(Ugo Foscolo)