giovedì, dicembre 29, 2005

Vanda

Sessant'anni fa è iniziata la prigione di Vanda. Quattordicenne già si ritrovò fidanzata con uomo dieci anni più grande di lei. La guerra le faceva sembrare tutto e tutti migliori così, a diciannove anni si sposò. Dopo più di un anno nacque suo figlio, colui che l'accompagnerà per molti anni nelle sue vicende matrimoniali tormentate. Vivevano in una casa al centro di una piccola e tranquilla cittadina insieme ai genitori di lui; il padre si chiamava Mariano, dedito più al comunismo che alla sua autoritaria moglie Antonia. Vanda ebbe pochi riferimenti sin da piccola, una madre operaia che tradiva il padre e che non si degnò di presentarsi al suo matrimonio. Ancora se lo ricorda quel giorno lei... un abito marrone, gioielli messi solo per la cerimonia e poi restituiti, tanta fretta solo per realizzare un qualcosa considerato "sogno" più nell'ideale comune che nella sua testa. Il marito Agenore durante il fidanzamento non le fu affatto fedele e nemmeno negli anni seguenti, sosteneva che ventenne non poteva aspettare il matrimonio per sfogare i suoi istinti. Per mantenersi la coppia aveva un negozio di abbigliamento che fruttò loro svariati milioni di lire. Vanda doveva occuparsi della casa, cucinare, essere d'aiuto nel negozio senza possibilità di sbagliare... se l'avesse fatto sarebbe stata picchiata, se si fosse ribellata sarebbe stata cacciata di casa insieme al figlio. Come avrebbe potuto mantenere lei e il piccolo Giordano? Cosa era giusto per lui? Cosa avrebbe detto la gente? Negli anni a seguire ebbe più umiliazioni da sposata che lontano dal suo carceriere. Niente lussi anche se poteva permetterseli, una vita fondata sul risparmio, sul marxismo, sulla paura...il massimo della trasegressione per lei era fare la cresta sui soldi della spesa per poter andare dal parrucchiere e dare qualche soldo in più al figlio una volta arrivato all'Università. Sin da piccolo Giordano è stato reso insicuro da suo padre che ha deciso anche il suo destino lavorativo. Il ragazzo non si oppose mai, dotato credo di poca sensibilità, non difese mai la donna che lo ha protetto forse male a causa della sua mentalità chiusa. La vedovanza fu per Vanda la scoperta della libertà, la scoperta di piccole concessioni, di prendere decisioni, di essere gradevole grazie a un bel vestito ma ancora quando si rompe un piatto o un bicchiere si spaventa, emmette un gridolio e solo dopo realizza che non c'è nulla... nessuno da temere.